Privato e Pubblico,
assieme.
Future Farming Initiative S.r.l. è un Partenariato Pubblico-Privato Istituzionalizzato costituito da ZERO (51%) e dall’Università Ca’ Foscari Venezia (49%), nell’ambito del PNRR (Missione 4, Componente 2, Investimento 3.1). Non è un consorzio accademico. Non è un incubatore.
È una società operativa che gestisce un’infrastruttura progettata per rendere efficiente il passaggio dalle idee alle applicazioni industriali e per rendere accessibili le soluzioni a chi è in grado di trasformarle in valore.
51%
49%
Una deep-tech company che sviluppa tecnologie per l’agricoltura e il Biomanufacturing. Porta ciò che spesso manca nei sistemi di trasferimento tecnologico: la sensibilità per il business e per i bisogni del mercato. Non è solo partner: è il primo utilizzatore dell’infrastruttura. Attraverso FFI, ZERO accede all’ecosistema di ricercatori, inventori e startup per accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni.
L’università porta profondità scientifica e svolge un ruolo chiave di federazione del sistema della ricerca. Connette università, centri di ricerca e competenze distribuite sul territorio, rendendo accessibile un patrimonio di conoscenza che altrimenti resterebbe frammentato. FFI diventa così un punto di accesso strutturato al sistema della ricerca.
Un approccio federativo e corale.
FFI opera come nodo di una federazione di partner di ricerca convenzionati, università e centri di ricerca che allargano continuamente la rete. Non è una struttura chiusa: è un sistema in espansione.
Ogni nuovo partner attiva competenze, ogni collaborazione amplia l’ecosistema. Il risultato è un flusso continuo di proprietà intellettuale, talento e capacità scientifica.
- Università Ca’ Foscari Venezia
- Università IUAV di Venezia
- Università di Trento
- Università di Trieste
- Consiglio Nazionale delle Ricerche
- Università di Udine
- Università di Palermo
- Università Politecnica delle Marche
- Università di Verona
- Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, Trieste
- Università di Padova
- Università Federico II di Napoli
- Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, Trieste
Il nostro focus:
applicazioni e tecnologie.
Lavoriamo nel perimetro della Controlled Environment Agriculture e del Biomanufacturing, lungo due assi complementari: le applicazioni verticali, sistemi produttivi che combinano tecnologia e conoscenza biologica per un risultato specifico, e le tecnologie trasversali, gli strumenti abilitanti che li rendono possibili, efficienti e scalabili.
Applicazioni verticali.
Ogni applicazione è un sistema produttivo distinto, con proprie logiche biologiche, parametri di processo e obiettivi di mercato. Supportiamo l’ecosistema FFI nel trasformare queste opportunità in piattaforme operative replicabili, capaci di passare rapidamente dalla sperimentazione alla scala industriale.
Tecnologie trasversali.
Strumenti abilitanti che rendono le applicazioni possibili, ottimizzabili e industrializzabili. Il loro valore è nella trasferibilità: una tecnologia sviluppata per un’applicazione può generare efficienza anche in altri contesti applicativi.
Uno stack di competenze multidisciplinari
e integrate.
Ogni progetto richiede lo stesso mix: biologia, agronomia, ingegneria di processo, software, data science, automazione, scienza dei materiali. Non un approccio multidisciplinare in senso accademico, ma operativo: competenze diverse sullo stesso sistema, nello stesso luogo, con lo stesso obiettivo.
Al confine tra due mondi.
FFI funziona come una piattaforma orizzontale al confine tra due mondi. Da un lato, il mercato e i partner industriali che scelgono, come ZERO, di fare leva su FFI per il loro progetto di ricerca e sviluppo. Dall’altro, l’ecosistema dei creatori di proprietà intellettuale, che può dare risposte a bisogni industriali o creare nuove opportunità per costituire imprese innovative ad alto contenuto di IP.
Il comitato tecnico-scientifico espresso da tutti i partner di ricerca federati garantisce rigore. Valida tecnologie, processi e approcci proposti all’interno dell’infrastruttura.
La conoscenza crea valore solo quando si muove. Stiamo costruendo un sistema aperto in cui scienza e mercato si incontrano e riescono a parlarsi.
La biologia definisce cosa è possibile; la tecnologia determina cosa diventa reale.
Poi serve lo spazio per fare.
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